da "Il Manifesto" di Lunedì 14 Novembre 2004, p. 6

A Bologna il congresso dell'ARNM. Nodo di esperienze civiche che puntano ad allargare il dibattito
Piccolo è equo. Nuovi municipi a congresso
Il vento è mio e lo gestisco io. In Calabria «Eolo 21» la società dei piccoli comuni dell'Aspromonte gestisce le risorse eoliche locali. Molte le esperienze simili
DANIELE BARBIERI
LEONARDO TANCREDI

BOLOGNA
La città del riformismo storico ospita l'ARNM (Rete dei nuovi municipi) a un anno dalla prima assemblea di Empoli: due realtà che si fiutano ma per ora non si fidanzano. «Bologna ha la partecipazione nella memoria» dice il sindaco Sergio Cofferati nel suo saluto, ricordando le esperienze che nella prima metà del `900 attivano la vita politica nei quartieri. «Non è quello che stiamo cercando» polemizza Massimiliano Smeriglio, presidente dell'XI Municipio romano che - come altri - teme tendenze lideriste o neo-consociative. Questione centrale per l'ARNM: allargare la partecipazione. Missione compiuta. Fra i 270 iscritti (molti di più i presenti) ecco amministratori da Nord a Sud, militanti di associazioni e social forum, qualche accademico senza ragnatele, molti curiosi.
Dichiara gli intenti dei neo-municipalisti Alberto Magnaghi. «A un anno dalla fondazione registriamo una larghissima adesione e collegamenti con le situazioni più diverse». La Rete non è un'ANCI (Associazione nazionale Comuni italiani) più radicale ma nodo di amministratori, ricercatori, associazioni come ARCI, Lilliput, Banca etica o Res, reti di economia solidale. Le pratiche neo-municipaliste non si risolvono nell'inventare un assessorato al bilancio partecipativo (magari per sottoporre ai cittadini decisioni già prese) ma devono tendere verso forme autentiche di auto-governo. A tutti i livelli. Sempre Magnaghi: «Valorizzare le economie solidali, promuovere forme di consumo e turismo che puntino sulle risorse locali, rilanciare la condivisione dei saperi (in contrapposizione ad Attila-Moratti), contrastare la militarizzazione del territorio, uscire dalla complicità con la guerra e la rapina del Sud del mondo». L'elenco dei temi-cardine prosegue con la «ricostruzione della cittadinanza»: il riferimento è ai migranti espulsi dallo stato e accolti in città come Genova, dove guadagnano il diritto di voto. E con un federalismo, opposto a quello leghista, che mette il comune al centro della sovranità per restituire potere ai cittadini in un processo solidale e non gerarchico.
«S'affaccia un neo-centralismo accanto al separatismo delle aree ricche, che si chiudono per diventare fortezze... ma in quanto tali sono destinate a cadere» constata Tonino Perna, presidente del Parco Aspromonte. Franco Piperno, assessore cosentino, ricorda l'autenticità storica dei comuni (non i municipi, denominazione mussoliniana) nella vita politica, a differenza di provincie e regioni, invenzioni della burocrazia. «Da sempre i ricchi discutono con gli architetti, noi invece abbiamo chiamato i quartieri a ragionare sulle nuove case» insiste Piperno, tirando in ballo la polis greca dove «democrazia e rappresentanza sono ben distinte. Nel primo caso la partecipazione è universale e diretta, con cariche brevi e sorteggiate. E' Toqueville, nell'America del `700, a unificare i due concetti. Oggi il governo nazionale è un moloch impotente, in alcune questioni non riesce a entrare e lì c'è spazio per la sperimentazione: voto ai migranti, nuovo ruolo per i difensori civici, ma anche pedonalizzare le città per far riemergere i corpi». O, come accenna Perna, costruire alternative energetiche: «Eolo 21 è una società pubblica costituita dai comuni dell'Aspromonte per sfruttare in proprio le risorse e resistere all'assalto delle multinazionali dell'energia: il vento è mio e lo gestisco io».
Resistere si deve, soprattutto alle guerre che infiammano il mondo: «le pratiche per la pace» sono tra i fondamenti dell'ARNM. A livello locale la resistenza si attua «anche scegliendo risorse alternative ostacolando i meccanismi di riproduzione della forma guerra» suggerisce Alberto Tarozzi, sociologo bolognese: «con la riconversione delle aree militari e il boicottaggio delle banche armate». Resistere si deve ai CPT, esempio di apartheid fra cittadini e non: Mercedes Frias (assessora a Empoli) ricorda che l'ossessione sicurezza ha contagiato anche parti della sinistra, a scapito dei diritti «e invece bisogna assicurarli a nativi e migranti».
Che si fa nel 2005? Salvatore Amura (assessore di Pieve Emanuele) propone: commissioni tematiche dell'ARNM con seminari bimestrali; spazio al nodo meridionale (si festeggia la new entry Basilicata); collaborare con ATTAC nella sua inchiesta sui servizi pubblici; appoggiare l'idea (di AMISNET) di radio partecipativa; se possibile contagiare il dibattito nella «GAD» (Gigi Sullo, direttore di Carta, citerà una positiva esperienza per la Calabria); il che richiede un rafforzamento organizzativo dell'ARNM. Lo faranno 4 commissioni tematiche: autogoverno; cittadinanza; altre economie; disarmo.

IDEE
In pratica Nuovi municipi
Il dibattito bolognese è ricco di idee e di racconti. Ma in sala almeno un irriducibile dubbioso obietta: «nel quotidiano l'alter-comune o il nuovo municipio cosa fa?». Oltre a quel che raccontava venerdì il manifesto, si consiglia al sempre affollato partito degli scettici di leggere «Caro sindaco newglobal» (Emi) curato da Marco Boscaini, consigliere comunale a Colorno che il 27 ospiterà il convegno «Per un Comune fuori dal comune: nuovi stili di vita nelle pubbliche amministrazioni». Enti locali virtuosi, o se preferite cantieri sociali, nei quali - documenta il libro - si offrono pasti biologici nelle mense; si adotta il software libero (Scandicci, per dirne uno); si sostiene la «denominazione comunale d'origine»; si rifà l'illuminazione in un Paese di 4mila persone (come hanno fatto nel piccolo paese di Trezzano Rosa) senza spendere una lira; si incoraggiano trasporti pubblici innovativi; si punta sulla bio-edilizia (Faenza); si premiano i progetti di «città sostenibili per bambine e bambini» (la provincia di Bergamo) o «l'impresa pulita» (la provincia di Ferrara); si sostiene una tv di strada (a Peccioli vicino Pisa); si incoraggiano i gruppi d'acquisto solidali (Monsano, «il Comune più informatizzato d'Italia»).

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