Nome
   Cognome

* Milano, 12 e 13 Marzo 2010
Scuola di Alt(R)a Amministrazione

Dalle origini nel fuoco di lotte di resistenza alla dimensione di progettualità condivisa di oggi, partecipazione e sostenibilità ne hanno fatta di strada; eppure c'è ancora qualcuno che pensa che l'amministrazione "altra" non sia a tutti gli effetti "alta"; una
scuola in due giornate, dedicata agli amministratori di Comuni medi e piccoli, prova a dimostrarlo.

* Roma, 20 Marzo 2010
Manifestazione nazionale per la ripubblicizzazione dell'acqua

La lotta per ripubbblicizzare l'acqua si lega con quella per tutelare beni comuni, clima e biodiversità e per promuovere la democrazia partecipativa, in questa
grande manifestazione che segna il passaggio dai tanti no dispersi all'unico concorde che il Nuovo Municipio vede come obiettivo primario e tema qualificante di tutto il suo lavoro.

* Perugia, 14-16 Aprile 2010
Local Solutions for Change

Una
Conferenza Internazionale per il Clima che nasce sotto il segno opposto rispetto a quella di Copenhagen: piuttosto che soluzioni verticistiche a problemi mondiali, essa cerca risposte corali in grado di trasformarsi, a partire dal basso, in strategie positive e condivise per la riconversione autosostenibile dello sviluppo locale/globale.

* Rosario, 13-16 Maggio 2010
Approfondire la democrazia come stile di vita

Dalla crisi globale ed epocale della democrazia si esce non tornando indietro, ma andando avanti: non una restaurazione, dunque, ma un rinnovamento che la trasformi da nominale in sostanziale, radicandola nella vita delle comunità come pratica condivisa. Un grande
congresso mondiale traccia le rotte di questa rivoluzione partecipativa.

 
NEWS
In questa pagina sono pubblicate le notizie recenti più rilevanti per il lavoro della Rete. Le notizie non più attive possono essere reperite consultando l'Archivio 2008-2009 o quelli relativi al 2007, al 2006, al 2005 e al 2004.


Nuovi Municipi - la newsletter settimanale della Rete:
leggi l'
ultimo numero
vai all'archivio dei
numeri recenti
iscriviti per riceverla ogni settimana nella tua mail


In tutta l'Emilia-Romagna, a partire da Marzo 2010
Ambiente e sostenibilità: ora "puoi dire la tua"
Quanto contano temi come il consumo energetico, l’uso delle fonti rinnovabili, la gestione dell’acqua e dei rifiuti, o ancora le politiche e gli interventi in materia di mobilità e trasporti, nel più generale e complesso ambito della sostenibilità ambientale? Cosa potrebbero e dovrebbero fare istituzioni, cittadini, imprese e associazioni per ridurre l’impatto sui cambiamenti climatici e costruire un futuro più rispettoso del pianeta e dei territori? E come si possono valutare gli interventi già realizzati e quelli che saranno promossi in futuro per verificarne la reale efficacia? È a queste domande che la Regione Emilia-Romagna vuole provare a rispondere - confrontandosi con cittadini, esperti, professionisti, associazioni e rappresentanti della società civile - nel percorso di partecipazione che sarà presto promosso on line sul portale Io Partecipo. L’iniziativa, che rientra in un più ampio progetto che porterà la Regione a presenziare a Maggio alla Conferenza europea della città sostenibili in programma a Dunkerque, partirà con l'attivazione di un sondaggio volto a selezionare una tematica specifica alla quale dedicare una successiva fase di dialogo e confronto, centrata sulle osservazioni, le proposte e le idee dei cittadini. La consultazione, aperta a tutti gli iscritti al portale, verrà istruita grazie alla fornitura di una prima documentazione di riferimento sulle tematiche oggetto di discussione: un processo di (auto)formazione, dunque, oltre che di sensibilizzazione ed ascolto, che unisce partecipazione e sostenibilità in un nesso inscindibile in cui ciascuna rappresenta il mezzo ed il fine dell'altra.

Camigliano (CE), 16 Novembre 2009
E' il Comune di Bra il vincitore assoluto del Premio nazionale "Comuni a cinque stelle" copromosso dai Comuni Virtuosi e dal Nuovo Municipio
1) L'attivazione di un processo di progettazione partecipata per il "coinvolgimento della popolazione e dei diversi attori sociali nella programmazione" integrata "del proprio territorio", dichiaratamente finalizzata al "miglioramento dell’ambiente e della qualità della vita dei residenti". 2) Un progetto di riqualificazione energetica degli immobili di proprietà comunale che, in tre anni, evita l'immissione in atmosfera di oltre 20 tonnellate di anidride carbonica, diventando peraltro "strumento di comunicazione e marketing sociale in tema di ambiente ed ecologia". 3) Un programma di drastica riduzione della produzione di rifiuti all'origine e di razionalizzazione dello smaltimento, che passa attraverso la distribuzione gratuita di borse riutilizzabili in cotone, la raccolta differenziata e il riciclaggio diretto di tappi in polietilene, la creazione sul territorio di decine di "presidi del rifiuto" di carattere informativo-operativo. 4) L'implementazione (durata dieci anni) di un sistema integrato di mobilità locale sostenibile, coordinato e intermodale, puntato sui mezzi di trasporto collettivi, su quelli condivisi e sulla locomozione umana. 5) La promozione ragionata e operativa "della cittadinanza attiva, della partecipazione e del volontariato giovanile", come pure di tutte le azioni (istituzionali e sociali) volte a incentivare e sostenere la pratica della "filiera corta", come "nuovi stili di vita" in grado di favorire una riconversione ecologica complessiva dello sviluppo locale. Sono queste le "cinque stelle" che hanno indotto la giuria dell'omonimo Premio nazionale - quest'anno co-promosso dal Nuovo Municipio - a conferire il riconoscimento al Comune di Bra, 28.000 abitanti in provincia di Cuneo e una gloriosa tradizione di cura, cultura e coltura del patrimonio territoriale locale che rende giustizia al senso aggettivale della parola "Comune". La
documentazione sul premio e su tutti i premiati, ricca e dettagliata, è sul web dei Comuni Virtuosi: leggendola, si può forse costruire una geografia nazionale alternativa, in cui le pratiche buone sono più utili e durano di più di quelle cattive - e in cui i premi non servono a giubilare le esperienze, ma a promuoverle e a diffonderle.

Modena, Ottobre 2009
Al via a Novembre il Corso per Volontari della Cooperazione patrocinato dalla Rete
Torna con la sua IV edizione, anche questa con il patrocinio dalla Rete del Nuovo Municipio, il Corso pensato per offrire formazione teorica e competenze operative specifiche a chiunque intenda lavorare nel campo complesso e cruciale della Cooperazione Internazionale, settore attraverso cui transitano ogni anno risorse finanziarie e umane veramente considerevoli ma che, più che a questo dato, deve la sua importanza strategica alla capacità - più volte mostrata nel tempo - di veicolare, attraverso canali di incontro privilegiati fra comunità, contenuti forti di riequilibrio dello "sviluppo" in termini di autosostenibilità locale e globale. Per i partecipanti, come sempre, anche la possibilità di compiere esperienze significative "sul campo" all’estero, nonché di impegnarsi insieme ad altri soggetti, sul proprio territorio, verso gli obiettivi di solidarietà, cooperazione ed integrazione tra i popoli che, al Nuovo Municipio, abbiamo riunito sotto la dicitura di "diplomazia dal basso". In queste pagine il pieghevole illustrativo dell'iniziativa, la scadenza per iscriversi alla quale è fissata a mezzogiorno del 19 Ottobre: se volete davvero cooperare, affrettatevi a partecipare.

Monterotondo (RM), Agosto 2009
Una fontana di acqua pubblica per alleggerire la vita

Una delle irrazionalità più patenti del nostro sistema economico consiste certamente nello spostamento sistematico del centro del valore dal prodotto ai suoi complementi commerciali (l'imballaggio, la confezione, la presentazione, la comunicazione e via dicendo), tanto più evidente a proposito dei prodotti, come l'acqua, il cui costo industriale incide già in misura risibile sulla determinazione del prezzo al consumo. Come noto, il risultato immediato è una crescita esponenziale e gratuita sia dei prezzi, sia degli importi di materiali, attività ed energia necessari ad alimentare il ciclo, sia degli scarti e dei rifiuti che esso produce; quello a lungo termine la progressiva astrattizzazione dell'oggetto dello scambio che finisce col trasformarlo in un mero simulacro intercambiabile, supporto indifferenziato di transazioni che seguono leggi loro proprie e su cui nessuno possiede un potere reale. Per contrastare questa pericolosa deriva (che in sostanza è alla radice della presente crisi globale), alcune "piccole" pratiche locali provano a tagliare di netto i cosiddetti "costi aggiuntivi" mettendo i beni pubblici direttamente a disposizione del pubblico: è il caso della "
Fontana Leggera" che a Monterotondo, Comune membro della Rete, ha erogato gratuitamente, in poche settimane, oltre 100.000 litri di acqua potabile liscia e gassata, la cui distribuzione ha evitato la produzione e lo smaltimento di circa 68.000 bottiglie di plastica, l'immissione in atmosfera di oltre 4 tonnellate e mezza di anidride carbonica, il consumo di 88.400 KWh di energia e di 34.450 litri di acqua che sarebbero stati necessari a produrre le bottiglie; e con in più l'effetto (simbolico, culturale e programmatico) di riaffermare la natura pubblica, gratuita e di diritto inalienabile di un bene che solo pochi, oggi, considerano ancora "comune" a pieno titolo. Inutile commentare questi risultati, se non per sottolineare un dato ulteriore: l'intera impresa è costata al Comune un totale di 18.000 euro, poco più della metà dei circa 30.000 che i cittadini avrebbero speso per acquistare soltanto l'acqua erogata finora, sotto forma di bottiglie di acqua minerale, in un supermercato; è davvero necessario aggiungere altro?

Italia, Giugno 2009
Chi ha veramente vinto queste elezioni?
È inutile negarlo, malgrado l'esito lodevole di alcuni ballottaggi, i risultati delle elezioni amministrative non incoraggiano certo le speranze di chi lavora per la partecipazione e il cambiamento: le forze tradizionalmente amiche, gli interlocutori abituali del progetto neomunicipalista subiscono quasi ovunque una débacle clamorosa, che in alcuni casi - uno fra tutti, quello di Bergamo - mette seriamente in questione la possibilità di continuare ad articolare percorsi e prospettive comuni; più preoccupante ancora appare la diffusa rinascita dell'interpretazione dirigista dell'agire politico, evidente sia sotto la forma positiva del consenso riscosso da programmi e proclami tutt'altro che condivisi, sia sotto quella negativa del proliferare dell'astensionismo e, con esso, del malumore e della disillusione verso quella che sta rapidamente ridiventando "una cosa sporca". A partire dalle liste di indirizzi, così, c'è molto da riorganizzare; ma noi vogliamo credere che la battuta d'arresto della politica (se di questo si è trattato) non coinvolga la partecipazione, per definizione priva di colore partitico, che si candida anzi ad essere un'eccellente cartina al tornasole dell'efficacia di nuovi e vecchi corsi amministrativi. Una riprova, della forza di questa posizione, l'abbiamo fin da ora, e ci viene da due Comuni che hanno legato fin dalla prima ora la propria esperienza a quella della Rete (di cui sono entrambi membri): il primo è quello di Marzabotto, nel quale vincitrice al primo turno delle elezioni è risultata una lista civica dichiaratamente a-partitica che, al centro della propria campagna, ha messo proprio la partecipazione; il secondo quello di Montespertoli, dove la lista civica "Bene Comune" - anch'essa a-partitica e fortemente partecipativa - non ha vinto ma è riuscita, da zero e senza alcun mezzo finanziario, a conquistare oltre il 26% dei consensi in uno scenario di appartenenze tradizionali che appariva praticamente blindato. Al di là degli opposti tentativi (si vedrà quanto surrettizi) di accaparrarsi la vittoria o il grande risultato da parte degli schieramenti politici "ufficiali", tardivamente ma evidentemente sensibili al tema, vi rimandiamo ai programmi delle due liste per valutarne la congruenza con l'orizzonte neomunicipalista; e per verificare quali veramente siano - lontano da tutta la paccottiglia circolata lungo questa brutta campagna pre- e post-elettorale - le parole d'ordine che oggi, in Italia, fanno muovere la gente. Questo, che in linea di principio la partecipazione è vincente, ora possiamo dirlo con certezza; su tutto il resto saranno i fatti a parlare.

Canegrate (MI), Giugno 2009
Attivato un Fondo comunale anticrisi: la solidarietà si costruisce dal basso - a partire dalla buona amministrazione
Complicate misure di storno e ristorno, potenziamento (spesso solo surrettizio) del sistema degli ammortizzatori sociali, incentivi indiretti alla produzione ed al commercio (con l'eterna preferenza per il settore auto), programmi di infrastrutturazione (e cementificazione) forzata, piccoli sgravi e grandi proclami di immotivato ottimismo: è sostanzialmente questo il contenuto dei "pacchetti" anticrisi messi in campo dal Governo italiano per fronteggiare un'emergenza dilagante, che sta mettendo a rischio non solo la qualità ma anche la quantità della vita per tutti noi. E invece, per affrontare concretamente il problema bastava così poco: una buona idea è il fondo di solidarietà appositamente istituito dal Comune di Canegrate, 12.000 abitanti alle porte di Milano, per cui all'emergenza si risponde con misure di emergenza - ai problemi di lunga durata con la programmazione a lungo termine. Si tratta di pochi soldi, niente di straordinario; ma è un passo che dimostra come la pratica abituale di scelte condivise e soidarietà attiva consenta di migliorare in termini oggettivi le politiche pubbliche; e che ci spiega ulteriormente - se ancora ce ne fosse bisogno - il senso del motto per cui il piccolo Comune del Milanese sta diventando giustamente celebre: "Canegrate, partecipa!".

Gottolengo (BS), Aprile 2009
1000 famiglie salvano un caseificio, cresce la "finanza dal basso"

Il titolare era in grave crisi di liquidità, le banche non gli facevano più credito e, anzi, lo avevano messo alle strette; e allora? Lui ha pensato di rivolgersi ai clienti, in particolare alle circa 1000 famiglie collegate negli 85 GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) che si rifornivano abitualmente dal suo caseificio, nella zona di produzione del Grana Padano: queste hanno pagato le forme di formaggio con tre anni di anticipo sulla fine della stagionatura, realizzando una vera e propria "adozione a distanza" che ha rimesso finanziariamente in sesto l'azienda e assicurato loro una fornitura durevole di qualità. E' questa - quanto lontana da quella dei suoi impagabili apostoli - la nostra idea di "finanza creativa": un'iniziativa condivisa dal basso che istituisce relazioni solidali, piuttosto che competitive, fra i vari livelli della catena produttiva e distributiva, e che ne fa crescere il valore complessivo (in termini anche banalmente ragioneristici) promuovendo la qualità locale; provate a leggere l'articolo del Corriere della Sera che racconta questa storia singolare: non vi sembra che provenga dal Nuovo Municipio?

Palermo, Aprile 2009
"Il Piano-Casa? Premia gli abusivi..."

"E' un capolavoro di cinismo: mette insieme l’assunto che lo sviluppo o il suo rilancio passino inevitabilmente dalla deroga a leggi e regole, con l’affermazione dell’interesse particolare (l’ampliamento della propria casa) su quello collettivo (l’ordinato sviluppo urbano e la tutela del paesaggio)"; in più, sembra destinato essenzialmente a favorire gli abusi, visto che "nel nostro territorio le case mono e bifamiliari" - le sole a poter usufruire della possibilità di ampliamento - "coincidono in gran parte con il patrimonio edilizio abusivo realizzato negli ultimi tre decenni in luoghi di particolare pregio". E' questo il lapidario giudizio che Mimmo Fontana e Marçel Pidalà (rispettivamente Presidente di Legambiente Sicilia e Responsabile del Nodo Siciliano della Rete Nuovo Municipio) pronunciano sul "Piano Casa" del Governo Berlusconi in un articolo uscito su La Repubblica del 10 Aprile: lo ripubblichiamo in queste pagine sperando che la sua lettura porti a riflettere chi, abbagliato da retoriche altisonanti, rischia di perdere di vista i contenuti reali di questo raffazzonato "new deal".

Milano, da Febbraio 2009
Dal lamento comune al progetto condiviso
Un vecchio e ormai trito proverbio sudamericano ci dice che piangere e lamentarsi è sempre inutile: quando si può far qualcosa peggiora la situazione, quando non si può non la migliora di certo. Con buona pace dell'efficientismo simulato di un'anima latina vergognosa della sua stessa grandezza, un'idea di provenienza nordica - finlandese per la precisione - considera le lamentele un punto di partenza prezioso per enucleare e mettere sul tappeto le criticità emergenti delle comunità; e ne recupera la dimensione (letteralmente) corale organizzandole collettivamente e mettendole in musica. E' l'idea che sta sotto un progetto di autoorganizzazione che, sotto il nome di LamentaMI, vede la luce in questi giorni a Milano, e che sarà presentato pubblicamente - naturalmente in forma di concerto - il prossimo 7 di Marzo (ne daremo notizia dettagliata nella pagina degli appuntamenti): una pratica decisamente inscrivibile nell'ambito dell'ascolto che, attraverso i vari gradi di rilevazione e sistematizzazione delle lagnanze, conduce dall'autoriconoscimento iniziale su su fino alla possibile interlocuzione con le istituzioni - e a cui il Nuovo Municipio guarda con grande interesse. La sua indubbia originalità le ha già conquistato l'attenzione dei media (v. qui il servizio del TG3); ma, siamo certi, anche di tutti coloro - e sono tanti - che vogliono provare a trasformare le note stonate della vita nelle nostre città in un canto comune a voce spiegata.

Stop al consumo di territorio in Italia!
"L'Italia è un paese meraviglioso, ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio. Ma ha una malattia molto grave: il consumo di territorio. Un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all'anno: dal 1950 ad oggi, un'area grande quanto tutto il nord Italia è stata seppellita sotto il cemento." Di fronte a evidenze come queste, la mobilitazione non è solo un'opzione possibile, è un dovere civico: è quello che hanno pensato i promotori dell'appello che pubblichiamo nella nostra pagina dei comunicati, e fra i cui primi firmatari figura il Presidente della Rete Alberto Magnaghi. Si tratta non soltanto di proteggere il più esteso e il più fragile dei beni comuni dalle mire di chi vi vede soltanto il supporto indifferenziato e accidentale per attività di sfruttamento indiscriminato, ma di affermare la vacuità di un concetto e di una pratica dello "sviluppo" che tendono strutturalmente alla delocalizzazione e alla soppressione sistematica della coscienza di luogo e di comunità - ossia del terreno su cui si costruiscono le relazioni virtuose della solidarietà e della cooperazione fra i cittadini e le società. Se concordate con noi nel voler recuperare il senso non banale del territorio come "luogo comune" a tutte e a tutti, potete farlo presente anche sottoscrivendo l'appello dalla sua home page.

La Rete del Nuovo Municipio "ci mette la faccia"
Il cosiddetto "web 2.0" - la forma davvero radicale di interattività telematica oggi sempre più in voga - non serve solo per chiacchierare, ritrovare amici e parenti dimenticati o curiosare nelle case e nelle vite altrui: serve anche a dare uno spot di visibilità globale a gruppi ed eventi che, senza di esso, resterebbero confinati entro le nicchie -oramai anguste e sterilizzanti - del passaparola o dell'incontro casuale. Anche la Rete si è dotata di questo strumento per favorire un rapporto sempre più stretto e cooperativo fra i suoi collegati e fra essi e il mondo esterno: il social network "FaceBook" ospita, da quest'anno, il
gruppo ad accesso libero "Rete del Nuovo Municipio", al quale chiunque sia interessato può iscriversi per dialogare - direttamente e con sorprendente semplicità - con tutti gli altri iscritti. Venite a trovarci presto, c'è da sentirne delle belle.

La partecipazione produce; e non solo cultura
E' del 25 Novembre 2008 la notizia che EdiLana - l'impresa sociale, nata nel contesto della
Banca del Tempo di Guspini, che produce materiali da filiera d'eccellenza locale per l'edilizia ecosostenibile, e che abbiamo segnalato su queste pagine fin dalla nascita - ha ottenuto il Premio "Innovazione amica dell'ambiente" bandito da Legambiente, Regione Lombardia, Università Bocconi e Politecnico di Milano - un set di promotori non certo facilmente inscrivibile nella pur complicata galassia altermondialista. Nello stesso momento, e sempre in Italia, un diverso tipo di banca batte monete solidali (in realtà buoni di valore puramente nominale detti SCEC) e le mette gratuitamente a disposizione dei cittadini come mezzo per acquistare e scambiare beni e servizi locali, prodotti e distribuiti lungo filiere corte, virtuose e tendenzialmente circolari che abbattono gli oneri finanziari dello scambio (che oggi gravano in media per il 40% sui prezzi finali, cfr. M. Kennedy 2008) e i costi - economici e di sostenibilità - legati all'egemonia globale di reti lunghe e sovraordinate (del resto, questo delle economie locali è un tema di cui il Nuovo Municipio si occupa fin dalla sua fondazione). Da pochi giorni, infine, sono stati resi pubblici gli atti integrali del convegno di Paderno Dugnano - copromosso dalla Rete il 23 Ottobre scorso - nel quale, oltre che come innovazione sostanziale delle politiche locali, il Bilancio Partecipativo è emerso come un potente strumento di ottimizzazione gestionale e produttiva della governance locale nel suo complesso. Tre evidenze, fra moltissime oggi disponibili, che evidenziano come la nuova economia, che va crescendo nelle sacche dismesse da quella tradizionale, non soltanto sia del tutto indenne da "crisi" surrettiziamente presentate come ineluttabili, ma anche come possa rappresentarne un antidoto naturale e privo di effetti collaterali indesiderati - laddove moltiplica invece quelli desiderati, nei termini di un inveramento sostanziale della democrazia e della produzione di strutture di potere diffuse, condivise, eque ed efficienti. Tre piccole esperienze che dimostrano come la partecipazione e la cittadinanza attiva, oltre che a bloccare le aggressioni di vario genere all'integrità del patrimonio ambientale, sociale, culturale e alle identità dei luoghi, possa servire anche a produrre valore in positivo, in tutte le accezioni in cui questo si può dire; e, in ultima analisi, a produrre quel capitale sociale che, al momento, sembra davvero l'unica risposta plausibile alla marcescenza generalizzata del capitale finanziario.

Il TAR della Toscana: stop alla tutela di ambiente e territorio,
i cittadini non sono specie protetta

Ricordate la "variante Laika" di San Casciano in Val di Pesa? Si tratta del progetto - a nostro giudizio dissennato - di seppellire sotto 326000 metri cubi di cemento un pezzo di grande pregio del territorio toscano, progetto che vede concordi istituzioni locali e imprenditori, immobiliaristi e sindacati, tutti egualmente dimentichi del valore durevole e imprescindibile (anche in termini banalmente economici) del paesaggio, tutti alla disperata ricerca di "opere" i cui unici parametri di valutazione - paradossalmente in positivo - sono la dimensione e il costo. Dall'ormai lontano
Settembre 2006, ne abbiamo parlato a più riprese su queste pagine, su cui abbiamo anche pubblicato un appello il cui primo firmatario è il nostro Presidente e un dossier storico estremamente circostanziato sulla spinosa vicenda. Ebbene, il Tribunale Amministrativo della Toscana ha infine emesso una sentenza sul ricorso presentato, avverso la variante, dal pool di comitati e associazioni ambientaliste con cui si è schierata anche la Rete; nella quale non si è pronunciato a proposito di ben 5 sulle 7 contestazioni presentate, eccependo sulla legittimità dei proponenti "a poter porre questioni in merito a scelte urbanistiche che non tocchino direttamente aree o beni vincolati dalla legge come 'beni ambientali'". Si tratta di una disfatta gravissima non solo per la vicenda particolare, ma per tutta la nostra cultura: con questa eccezione, infatti, il TAR limita implicitamente la giurisdizione dei cittadini su ambiente e territorio a situazioni particolari quali i parchi, i monumenti e le zone protette, negando il risultato storico del lavoro pluridecennale di un movimento che - fino a prova contraria - rappresenta l'unico vero spunto di avanguardia in tutto il panorama politico e culturale del nostro Paese: applicando questo principio, dice il comunicato stampa appena diramato dai ricorrenti, si arriverebbe a non poter contestare un programma di edificazione selvaggia in area verde in quanto i cittadini che vi abitano "non sono specie protetta". A dire il vero questo, che cioè i cittadini non siano protetti da nessuno, in effetti lo avevamo capito da tempo; non cesseremo, però, di dolercene.

Abolizione dell'ICI: ecco chi paga il conto
Fin da quando se ne è sparsa la voce, molti amministratori italiani hanno posto alla Rete quesiti preoccupati sulla questione dell'abolizione dell'ICI. Gli interrogativi più pressanti riguardavano, naturalmente, le fonti alternative di approvvigionamento dei bilanci pubblici da attivare in compensazione del mancato introito derivante sia dall'abolizione del tributo, sia dall'introduzione del regime di parziale detassazione del lavoro straordinario: grazie all'eccellente lavoro dei nostri partners di Rassegna Sindacale, siamo in grado oggi di prospettare un quadro plausibile - seppure ancora approssimativo - dei tagli di spesa che si sono resi necessari. A questa terrificante "lista della spesa" vanno aggiunte le acute considerazioni dell'economista Gianfranco Viesti - pubblicate su "La Gazzetta del Mezzogiorno" già il 7 di Giugno - per cui la detassazione degli straordinari "favorisce ... i lavoratori maschi (con meno vincoli di orario/familiari) delle imprese più competitive (che hanno un'ampia domanda da soddisfare)", riducendo però "l'opportunità di ... nuove assunzioni", scoraggiando "l'occupazione femminile" e penalizzando "le aree, come il Sud, dove si trovano i disoccupati"; quanto all'operazione ICI, oltre a sopprimere "una fondamentale risorsa per i Comuni ... importante soprattutto nell'ottica del federalismo fiscale" (in contraddizione dunque con le priorità del programma di governo, per cui il tributo sembrava fatto su misura), essa chiaramente "elimina una tassazione progressiva ... e quindi favorisce proporzionalmente di più i contribuenti più ricchi". Ne esce l'immagine drammatica di una serie di decreti che - lo diciamo senza dietrologie o inopportuni tributi alla logica delle appartenenze e degli schieramenti - stanno perfezionando nel nostro Paese un'opera estesa, mirata e consapevole di smantellamento delle politiche pubbliche, e in particolare di quelle sociali. Niente male, per un Governo insediatosi da neanche due mesi.

La Rete sentita dal Consiglio d'Europa per la definizione di nuovi indicatori di benessere a livello locale
La Carta del Nuovo Municipio parla chiaro quando, alla voce "
Nuovi indicatori di benessere", afferma che "il nuovo municipio si impegna a proporre criteri di valutazione delle politiche e dei progetti ... ispirati alla semplificazione e all'innovazione culturale dei meccanismi di valutazione tecnocratici e tecnicistici", farraginosi quanto inefficaci: urge dunque - per evitare fraintendimenti spesso strumentali - lavorare per includere, nella valutazione del successo o dell'insuccesso complessivi di una società, considerazioni legate "al grado e alla forma della partecipazione sociale alle decisioni, ... alla qualità ambientale, urbana, territoriale, sociale, e al riconoscimento delle diversità e delle culture", alle "modalità di riconoscimento del patrimonio locale come base per la produzione di ricchezza durevole", alla "sostenibilità dell'impronta ecologica, ... al grado di autonomia del sistema territoriale locale" e all'estensione "di reti di relazione e di mutuo scambio fra società locali". Di questa urgenza, che figura fra le priorità della Rete fin da prima della sua costituzione formale, si è ora reso conto anche il Consiglio d'Europa che, in una lettera inviata alla nostra Segreteria, ha chiesto formalmente il supporto della Rete nel processo di ridefinizione degli indicatori di benessere a livello locale che ha avviato insieme all'OCSE e ad altri partners in Europa, Stati Uniti e Australia. Si tratta di un riconoscimento prestigioso, prima ancora che all'eccellenza del lavoro neomunicipalista, alla plausibilità dell'orizzonte di sviluppo alternativo che lo ha orientato e che, nelle pratiche minute o grandi di cui vi rendiamo conto in queste pagine, viene prefigurato - e ampiamente dimostrato - come possibile.

Il Nuovo Municipio "ci mette la faccia"
Dal 1° Gennaio 2009 la Rete del Nuovo Municipio ha anche un proprio spazio su FaceBook, il social network tipico del "web 2.0" la cui importanza - come luogo comune in cui scambiare informazioni immediate e non filtrate - sta andando ben al di là delle intenzioni originali. Clicca sul banner e vieni a trovarci se vuoi metterci la faccia anche tu.

Scrivi sul blog della Rete!
Clicca sull'immagine a sinistra se vuoi pubblicare un contributo sul blog della Rete del Nuovo Municipio, la sezione interattiva di questo sito. Aiutaci a tenere viva la discussione intorno ai temi e alle attività della Rete dicendo la tua on-line o inviando un'e-mail con oggetto "Blog" a comunicazione@nuovomunicipio.org.

Contatta via Skype(TM) il responsabile comunicazione:My status
se hai Skype e vedi colorato in verde il fumetto qui accanto, cliccandoci sopra puoi contattare direttamente via audio il responsabile comunicazione della Rete. Un modo veloce e gratuito per far sentire la tua voce.

Iscriviti alla lista di discussione della Rete del Nuovo Municipio!
Per comunicare con la Rete, oltre a posta, e-mail e telefono, esiste una mailing list in cui tutti possono postare interventi, segnalazioni, suggerimenti, idee, domande e richieste di informazioni: per iscriversi basta cliccare sul pulsante a sinistra.

Per le news non più attive, cerca l'Archivio.