Dieci proposte programmatiche per un impegno comune delle reti/associazioni
Alberto Magnaghi
1) Estendere e generalizzare la formazione dei circondari (Provincia di Milano*) come progressione della linea proposta dal coordinamento delle Province della Rete per il federalismo dal basso: “le province dei comuni”. L’esperienza della Communauté d’agglomeration dei comuni coordinati da S. Denis nella regione parigina illustrata dal presidente della “Plaine Comune”, va nella medesima direzione: rafforzare le aggregazioni dal basso dei comuni per renderle protagoniste nel sistema di governo dell’Ile de France, con principi solidali fra comuni, con nuove pratiche di democrazia partecipativa.
2) Sviluppare le politiche municipali per i diritti di cittadinanza (Arci*), estendendo le buone pratiche dei municipi sull’accoglienza(a partire dall’immediata chiusura dei CPT) e sui diritti di partecipazione, ai problemi quotidiani della casa, dell’ambiente, del commercio, dell’agricoltura, ecc..
3) Appoggiare le mobilitazioni per l’abolizione della legge Obiettivo (Rete Nuovo Municipi - Nodo Sud*) e la formazione di alternative progettuali alle grandi opere, verso un sistema di “piccole opere per lo sviluppo locale” (ferrovie locali, riassetto idrogeologico, valorizzazione dei piccoli centri montani, energia, rifiuti ecc), valorizzando le comunità territoriali attive per la cura e riappropriazione del proprio territorio; riconoscendo il valore dei saperi e delle expertises presenti nella società civile che si esprime nei processi partecipativi.
4) Dare centralità alle economie solidali (nei campi della produzione, lo scambio e il consumo) (Sbilanciamoci!, Cambieresti…*), adottando indicatori relativi alla qualità della vita e del benessere, sviluppando bilancio sociale, di genere, partecipativo e ambientale; valorizzare le filiere corte fra produzione e consumo agevolando le produzioni ecologiche e solidali soprattutto in agricoltura, riconoscendo a questi attori lo spazio di promozione di politiche pubbliche, attribuendo ai municipi funzioni di promotori e facilitatori di processo (microcredito, incubatori di microimprese, acquisti verdi, comunicazione, formazione interna e esterna all’amministrazione, ecc.); aderire alla campagna delle città ecosolidali; promuovere prodotti ecosolidali e locali negli uffici pubblici, nelle mense scolastiche; proporre criteri etici nei bandi delle tesorerie provinciali; sviluppare azioni sulla responsabilità sociale delle imprese, sui diritti umani, sulle campagne di Altromercato.
5) Riconoscere il fallimento di quindici anni di esternalizzazioni (vedi inchiesta Arci, Attac, FP Cgil, Rete Nuovo Municipio*), aziendalizzazioni, privatizzazione dei servizi pubblici, che ha portato al peggioramento dei servizi e della condizione lavorativa, all’allontanamento dei cittadini dal controllo, all’aumento generalizzato delle tariffe; promuovere i consigli di gestione territoriale partecipata dei servizi pubblici, per una gestione sociale e comunitaria dei beni comuni.
6) Impegnare i municipi nell’assunzione dell’energia come bene comune aderendo ai principi del Contratto mondiale per l’energia(*); promuovere politiche locali per la conversione ecologica dell’energia, attivando la produzione energetica locale, individuando mix energetici peculiari alle risorse rinnovabili e non privatizzabili di ciascun luogo, riavvicinando la produzione e il consumo.
7) Impegnare i municipi nell’adesione alla rete di comuni dell’acqua pubblica e ai principi del Contratto mondiale dell’acqua(*), appoggiando le proposte di legge di iniziativa popolare (regionali e nazionali) sulla ripubblicizzazione dell’acqua.
8) Impegnare i municipi in una campagna per il consumo zero di territorio (Facoltà di pianificazione IUAV-VE*) per nuove urbanizzazioni applicando ai piani regolatori e strutturali i principi del riuso, della riqualificazione e del riequilibrio del territorio costruito.
9) Sviluppare il ruolo attivo dei municipi nella politica estera per la pace, contro la povertà (Dichiarazione dell’illegalità della povertà), per il disarmo e nelle politiche locali per la conversione pacifica delle basi militari, aderendo alle iniziative dei movimenti degli enti locali per la pace: rete europea per la pace, associazione mondiale di comuni per il disarmo nucleare (Mayors for Peace - Comune di Firenze*), Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani. Impegnare la rete nel FAC (Forum Autorità locali*), in particolare per il Forum Sociale Mondiale di Nairobi.
10) Valorizzare e sviluppare la cooperazione municipalista decentrata come parternariato fra comunità locali e come strumento di riforma della cooperazione comunitaria; promuovere consigli di cooperazione locale; creare relazioni dirette fra soggetti protagonisti, per la cooperazione allo sviluppo locale autosostenibile e per un’altra economia fondata sulla valorizzazione dei beni comuni.
* Tra parentesi sono state riportate le associazioni/enti proponenti linee di lavoro condivise dalla Rete del Nuovo Municipio.
Dichiarazione della Rete del Nuovo Municipio sulla delega al Governo per il riordino dei servizi pubblici locali, assunta dalla IV Assemblea Nazionale di Milano del 20 e 21 Ottobre 2006 su Federalismo e Partecipazione
L’assemblea della rete ARNM riunita a Milano esprime forte contrarietà sul disegno di legge 772 proposto dal governo che impone la messa sul mercato dei servizi pubblici locali essenziali per la vita delle comunità quali il Trasporto Pubblico Locale, il Gas, i Rifiuti, l’Elettricità, ecc..
Quindici e più anni di politiche di aziendalizzazione, liberalizzazione privatizzazione dei servizi di pubblica utilità, hanno dimostrato nei fatti di non mantenere le promesse: è peggiorata la qualità dei servizi è aumentata la precarizzazione del lavoro e sono aumentate le tariffe. Tale fallimento manifesta che la qualità, l’universalità e l’efficienza dei servizi può essere garantita solo da un maggior controllo e partecipazione nella gestione dei servizi stessi da parte dei cittadini.
Una materia così essenziale per il benessere delle comunità locali richiederebbe una discussione pubblica sul tema dei beni comuni e dei servizi pubblici che coinvolga gli amministratori e le comunità locali, le organizzazioni dei lavoratori e la cittadinanza tutta.
La scelta di inserire surrettiziamente il disegno di legge in oggetto come collegato alla legge finanziaria, proposta dal governo e sancita con un voto trasversale dalla Commissione Bilancio del Senato del 18 Ottobre, da approvare oltretutto con un probabile voto di fiducia, non consente, paradossalmente non solo un dibattito pubblico ma neppure un adeguato dibattito parlamentare.
La Rete del Nuovo Municipio chiede pertanto che si riconsideri questa scelta stralciando il DDL dalla legge finanziaria e riconsegnandolo alla discussione parlamentare e al dibattito delle comunità locali.