PER I PROFUGHI DELLA CAP ANAMUR
PER IL DIRITTO D'ASILO - PER L'UMANITA'
UN APPELLO AGLI AMMINISTRATORI della RETE DEL NUOVO MUNICIPIO

La vicenda dei trentasette profughi africani, raccolti in mare aperto dalla nave dell'organizzazione umanitaria tedesca Cap Anamur, rischia in queste ore un esito drammaticamente disumano: il respingimento di trentasette uomini in fuga dalle guerre e dalle gravissime violazioni dei propri diritti fondamentali.
Proprio nel giorno in cui la Corte ha sentenziato l'illegittimità costituzionale della normativa sull'espulsione dello straniero prevista dalla Bossi-Fini, il Governo afferma, per bocca del ministro Pisanu, la volontà di negare il diritto d'asilo ai profughi che erano a bordo della mano.
In attesa della decisione definitiva, queste persone non sono state accolte come era loro diritto, ma rinchiuse a Caltanissetta in un Centro di Permanenza Temporanea.

I Comuni italiani, che in questi anni hanno dato ospitalità a richiedenti asilo provenienti da tutto il mondo, possono e devono fare molto per evitare che questa odissea si concluda nel peggiore dei modi.
Come Comune di Venezia non solo offriamo la possibilità di ospitare nelle nostre strutture di accoglienza i profughi africani, ma riteniamo sia giusto compiere un passo più deciso e più concreto: i richiedenti asilo attualmente detenuti nel CPT di Caltanissetta, che testimoniano con le loro storie la tragedia di un intero continente vittima di fame, sfruttamento indiscriminato e guerre, sono da subito invitati e benvenuti nella nostra Città e devono pertanto essere lasciati liberi di potersi muovere.
Sabato mattina ci recheremo personalmente a Caltanissetta per prenderli in consegna e poterli accompagnare nella nostra Città. Rivolgiamo agli altri Comuni italiani l'appello a farsi carico, ciascuno, della condizione individuale di uno o più profughi della Cap Anamur.
Si tratta di costruire così le condizioni, perché dal basso, a partire dall'iniziativa dei Municipi, possa realizzarsi una diversa politica dell'accoglienza di chi fugge da situazioni disperate, una politica che affermi il diritto costituzionale d'asilo e insieme il primato delle ragioni dell'umanità.

Gianfranco Bettin, Prosindaco di Venezia
Giuseppe Caccia, assessore alle Politiche Sociali